GTA IV [recensione]

Partecipare a una review session del genere può avere degli effetti collaterali. La sensazione è quella di avere mangiato tanto, molto bene, ma forse troppo in fretta. Del resto nel mondo dei videogiochi non c’è altra pietanza che abbia lo stesso peso calorico: GTA la serie “eccessiva”, quella che esagera con le parolacce, con la violenza, quella che ti offre una quantità imprecisata di ore di gioco, quella che in alcuni casi esagera anche nel lasciarti troppa libertà. Esempio: San Andreas, il capitolo con la mappa più vasta, e con il maggior numero di elementi, ma allo stesso tempo quello con alcune delle missioni meno riuscite, quello che più o meno a metà poteva tagliarti le gambe con la bruttezza di San Fierro. GTA IV è un passo indietro e tre in avanti. Mappa ridotta, alcuni fronzoli eliminati (forma fisica, modifica auto…), ma anche una storia con gli attributi, un protagonista decisamente positivo, un multiplayer completo e un mondo di gioco tanto ricco quanto compatto, con ogni elemento disegnato per integrarsi perfettamente in un’esperienza leggermente diversa dagli standard della serie. Potete dedicarvi quanto vi pare e come al solito al “cazzeggio” fine a se stesso, ma i panni, anzi i modi di Niko Bellic vi si appiccicano addosso influenzando ogni vostra singola azione. Prima di entrare nei dettagli però dobbiamo toglierci subito un pensiero: GTA IV non è uno spettacolo per gli occhi, o meglio non è un spettacolo “pulito” e non soltanto a causa di tette e culi in bella mostra allo strip club. A sporcare Liberty City è soprattutto l’aliasing, quel difetto che rende irregolari i contorni di cose e persone sullo schermo, problema presente in maniera evidente e pressoché identica sia su PS3 che su X360.
Quanto sia visibile dipende dalle condizioni di luce nel gioco e probabilmente anche dal tipo di televisore utilizzato. Un dramma? Probabilmente no. Un peccato? Senz’altro, anche se siamo tutti d’accordo che non è certo facile gestire tutta questa roba contemporaneamente su schermo. Comunque GTA IV riesce a farsi perdonare grazie a un frame rate stabile (salvo esplosioni di grossa portata) e alla consueta overdose di dettagli e di stile. E del resto, non sono mai i vostri occhi a guardare direttamente la città, ma quelli di Niko Bellic, che arriva per la prima volta a Liberty City con le tasche piene solo di speranza e nella testa le immagini di una vita da sogno, quella che suo cugino Roman si vanta di condurre, lì nella terra delle opportunità.


“Mi hai mentito, mi parlavi di ragazze con le tette enormi e opportunità, beh cugino, qui le tette sono finte e le opportunità non sono opportunità”. “Davvero non ti piacciono le tette finte?”. “Davvero!”. Non è questo il dialogo più profondo del gioco, ma rende bene l’idea della situazione e del personaggio. Niko è un “giusto”, quei crimini che elencava nel primo trailer del gioco li ha commessi in guerra. È quindi dura per lui accettare la situazione che si trova di fronte: Roman gestisce una modesta rimessa di taxi, vive in un buco d’appartamento, le donne le vede solo a pagamento, ed è indebitato con gente poco raccomandabile. Niko non ci sta. Del resto come dice lui stesso: “La protezione è la mia specialità e in realtà è anche l’unica cosa che so fare”. E allora si ribella innescando involontariamente una serie di reazioni a catena in un crescendo di violenza. L’alta percentuale di “cattivi”, traditori e doppiogiochisti, trasformano i rapporti con i pochi amici in una boccata d’ossigeno. Il bello è che possono esserlo veramente anche in termini di gameplay. Il già citato Roman, il suo squilibrato amico Brucie, il giamaicano Little Jacob, sono alcune delle persone di cui vi potete fidare; portateli fuori per un partita a biliardo o un salto allo strip club, fate qualche lavoretto per loro e vi ricambieranno con trasporti (per cielo e per terra) gratuiti e consegna d’armi a domicilio. Chiamateli col cellulare e loro vi porteranno ciò che vi serve in pochi secondi (o almeno, lo faranno la maggior parte delle volte). Un bello stimolo dato al giocatore per scoprire ogni aspetto del gioco, un ottimo modo da parte di Rockstar di dare un senso alle missioni secondarie.
Che Niko sia un personaggio “giusto” se non proprio un santo, è chiaro fin dalle prime battute, ma ovviamente nel gioco non ci sono missioni con gattini da salvare sugli alberi, anche perché un boy scout non potrebbe sfruttare il nuovo sistema di controllo per le sparatorie. Quello che da sempre è stato il tallone d’Achille della serie è ora trasformato in uno dei punti forti del gioco e, infatti, il grosso delle missioni è disegnato proprio per sfruttare al massimo coperture, raffiche alla cieca e mira semi-automatica. Non sarà Gears of War , ma il sistema funziona più che bene una volta presi i giusti tempi di esecuzione. Sì, perché comunque qualche difficoltà la si può incontrare nei momenti più concitati o negli spazi ristretti, ma solo a causa delle telecamere oppure dell’enorme differenza di velocità tra la camminata e la corsa di Niko. La libertà sul tipo di arma da usare e il metodo d’approccio è sempre piuttosto elevata; noi abbiamo preferito abusare della posizione accucciata, che permette di avanzare con circospezione procedendo facilmente ad arma spianata e si rivela perfetta in caso vi troviate ad esempio per le scale di un palazzo. Il design delle missioni raggiunge in alcuni casi livelli eccezionali e ve ne accorgerete soprattutto quando Packie vi chiederà di mettere l’abito elegante (Tarantino style). Rimangono tuttavia alcune situazioni confuse in cui si è costretti a ripetere la missione solo perché è difficile capire subito dove andare o da dove viene il pericolo o ancora semplicemente perché piuttosto lunghe; il gioco salva automaticamente ogni volta che si compie una missione, ma non esistono checkpoint interni alle missioni. Comunque in caso di fallimento Niko riceve un sms sul cellulare che permette di ripetere la missione immediatamente.

Tanto piombo quindi, ma come al solito non mancano i chilometri d’asfalto da bruciare a bordo di auto e moto, tutte godibilissime da guidare grazie a un handling ancora una volta divertente e ben differenziato tra i veicoli. Guidate per il semplice piacere di farlo, oppure mettevi alla ricerca dei punti acrobazia, ma se volete qualcosa di forte, fate uno squillo a Brucie: quel pazzo vi organizzerà una bella gara seduta stante. Al volante (come in elicottero o su una barca) potete godervi anche una quindicina di stazioni radio, che passano una musica più ricercata e meno commerciale rispetto ai precedenti capitoli, non per questo meno bella e coinvolgente. Noi però confessiamo di avere fatto fatica a staccarci da Vladivostok FM, la radio della comunità est-europea di Liberty City. A proposito di suoni, se la musica e le voci dei personaggi sono di alto livello qualitativo, lo stesso non si può dire di alcuni effetti: in particolare il rumore dei motori è al di sotto delle aspettative. Ma GTA è così, ti viene in mente un difetto e quasi ti senti in colpa a metterlo nero su bianco, perché subito ti affiorano immagini, flash, ricordi di esperienze uniche. Vogliamo parlare di tutto il contorno? I surreali spettacoli del cabaret Perestrojka (il mimo cowboy ci fa ancora ridere solo a pensarci), gli spot che passano in TV, gli strampalati siti Internet, il servizio telefonico che ti dice in tempo reale artista e titolo della canzone che stai ascoltando alla radio, la telecamera “cinematografica” a piacimento, il passante del quartiere ispanico che chiude una conversazione telefonica esclamando: “Este matrimonio es peor que una pena de muerte!”… Liberty City vive ed è a vostra completa disposizione. Cercate giustizia, perdete tempo a bighellonare, andate a mignotte, ma se proprio vi sentite soli prendete il cellulare di Niko, entrate nel multiplayer e giocate come dei bambini a “guardie e ladri” nel parco giochi per adulti che è GTA IV. Se il single player è tanto bello quanto tutto sommato fedele alla linea della serie, è il comparto online a rappresentare la vera rivoluzione ed offrire un’opportunità di divertimento praticamente infinita. Non è poi questo il vero senso di un “open world”?

Autore: Daniele Montirosi

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13 risposte a “GTA IV [recensione]

  1. lo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo vogliolo voglio

  2. cazzo stanno facendo davvero tanta pubblicita’, nella metro di Milano…. vado a copenaghen e anche li’ un sacco di cartelloni, non mi vogliono lasciare in pace!!

    gia’ so’ che se lo sca*coff*rico o lo compro ci passerei troppe ore dietro… meglio ignorare

  3. si infatti,un mio amico lo ha acquistato il giorno ke è uscito,è spettacolare sia la grafica ke il gioco puoi fare davvero tante cose è davvero realistico come gioco… magari avessi la ps3😦

  4. ti posso dire che gta4 e la ps3 da sole nn bastano per avere la grafica tanto desiderata, c’è bisogno anche di un tv hd ready purtroppo

  5. ma se uno gioka a gta iv su una televisione non molto grande, la grafica è ottima lo stesso? O bisogna perforza giocare su una tv LCD o al plasma? p.f rispondetemi… ciaoo!!!

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